Foro
Maculare

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Foro Maculare

L’eccellenza della micro-chirurgia Vitroretinica.

Il foro maculare è la formazione di un foro nella macula, cioè nel centro della retina. La macula ha un’area di 5 mm, la cui parte centrale, detta fovea, non è più grande della capocchia di uno spillo.

Quali sono le cause?

 

La maggior parte dei fori maculari è idiopatica (di causa sconosciuta), anche se alcuni possono essere postraumatici. Sono più frequenti nelle donne oltre i 60 anni.

 

Non è noto perché le donne siano affette molto più degli uomini.

Sintomi

Negli stadi precoci i sintomi sono simili alle altre affezioni che possono interessare la macula:

Diagnosi

Il foro maculare a tutto spessore va distinto dal foro lamellare, dallo pseudoforo (foro nella membrana epiretinica ma non nella retina) e dalle cisti maculari solitarie.

La diagnosi di foro maculare può essere fatta esclusivamente da un oculista, mediante:

L’oct è un ecografo che ha sostituito gli ultrasuoni con una luce laser e, pertanto non c’è contatto tra la sonda e l’occhio. La quantità di informazioni raccolte dal raggio riflesso sul fondo dell’occhio è straordinariamente superiore: riesce a riconoscere strutture delle dimensioni di pochi micron.

L’ OCT Heidelberg Spectralis Blue Peak, installato presso il centro del dr. PANICO, è uno strumento UNICO per l’imaging della retina.

Diagnosi del Foro Maculare

Questa tecnologia abbinata all’eye tracking attivo e alla autofluorescenza laser blu ci fornisce oggi uno strumento senza eguali per la diagnostica avanzata della retina.

Senza l’iniezione di fluoresceina endovenosa la fluorescenza laser blu dell’ OCT Heidelberg Spectralis sfrutta la spontanea fluorescenza della lipofuscina, un prodotto del metabolismo retinico, consentendo di ottenere immagini fluorescenti e seguire l’andamento delle evoluzioni delle malatttie che interessano la macula, in base a precisi pattern.

 

Questo può far capire la sua utilità nel rilevare qualsiasi peggioramento di maculopatie, pucker, edemi e fori maculari, coroiditi sierose centrali, retinopatie diabetiche e non, glaucomi.

Fluoroangiografia

La Fluoro Angio Grafia retinica (FAG) può essere raccomandata, soprattutto nei casi controversi, quando si sospetti dove si sospetta l’esistenza di più patologie, anche se spesso se ne abusa.

La fluorangiografia comporta l’iniezione di un mezzo di contrasto nel braccio e lo scatto di fotografie del fondo oculare per vedere la distribuzione del colorante fuori dai vasi danneggiati. 

 

Molto raramente possono verificarsi fenomeni allergici.

Trattamento

Qual è il trattamento del Foro Maculare? Nelle fasi iniziali la distorsione e la diminuzione visiva sono minime e tollerabili.


Quando i sintomi sono così importanti e invalidanti da compromettere la lettura e/o la guida, oppure, pur con sintomi lievi, ci sia una tendenza alla progressione è necessario intervenire. Il trattamento del foro maculare è esclusivamente chirurgico.

Chirurgia del Foro Maculare

La vitrectomia mininvasiva o MIVS (Mini Invasive Vitreoretinal Surgery) 27 gauge è l’ultima novità nel campo della chirurgia della retina e della macula.

Questa tecnologia è il futuro di ogni intervento sulla retina. Tra i primi in Europa, nel 2011, il dr. Panico contribuì alla diffusione ed allo sviluppo della vitrectomia mininvasiva 27 Gauge, ideata in via sperimentale solo un anno prima da un chirurgo giapponese, Oshima.

Vitrectomia

Il recupero dopo l’intervento è variabile,e dipende fondamentalmente dal grado di compromissione della retina prima della chirurgia. L’obiettivo terapeutico è, infatti, innanzitutto quello di stabilizzare la situazione, onde evitare un ulteriore peggioramento visivo.


 

Il successo di questa chirurgia è elevato. Più del 90% dei fori si chiude, infatti, dopo un solo intervento.
Il successo anatomico (chiusura del foro), non corrisponde tuttavia sempre ad un analogo successo funzionale visivo.
La vista, con la chiusura del foro, migliora, ma difficilmente torna alla normalità.


 

Più la vista è buona prima dell’intervento, più alta sarà la possibilità di miglioramento. In ogni caso il recupero visivo non potrà definirsi completo prima di 6 mesi.

 

Alcuni casi hanno un miglioramento visivo anche dopo un anno.​

Il giorno successivo all’intervento il paziente operato è sottoposto ad una normale visita per verificare che non ci siano infezioni postoperatorie precoci, che la pressione intraoculare sia nella norma e per spiegare il protocollo delle infezioni postoperatorie.


Il paziente deve avere alcune precauzioni:

 

  • Portare un occhiale da sole, perché si rimane più sensibile alla luce per qualche tempo.
  • Instillare colliri antibiotici per 2 settimane
  • Non strofinare l’occhio operato per 3 settimane
  • Usare di notte una conchiglia di plastica per una settimana a protezione dell’occhio
  • Non fare sforzi per 2-3 giorni, non prendere in braccio bambini
  • Evitare ambienti polverosi o malsani per 2 settimane
  • Dal 3° giorno è possibile radersi, lavarsi il volto, fare la doccia con cautela.
  • Dormire a faccia in giù (proni) e mantenere la posizione del capo in avanti durante il giorno.
  • Effettuare i 3 controlli del protocollo delle infezioni postoperatorie: il giorno successivo all’intervento, una settimana e 3 settimane dopo l’operazione chirurgica (a seconda del periodo di incubazione dei vari germi).​

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