FAQ

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Domande Frequenti

FAQ Miopia e Relex Smile

Leggi le domande frequenti (FAQ) sulla Miopia e sulla tecnica Relex Smile

Se sei uno sportivo sai bene quanto queste patologie possono ostacolarti, mettendosi tra te e i risultati che vorresti ottenere. Nelle carriere agonistiche, diventano spesso una fonte quotidiana di disturbo e svilimento. O almeno fino al giorno dell’intervento di correzione della miopia e dell’astigmatismo. Tra le varie tecniche in uso oggi per modificare la curvatura della cornea e dire per sempre addio a occhiali e lenti a contatto, c’è la SMILE che ti fa risparmiare in termini di dolore e ripresa postoperatoria: la cornea rimane praticamente indenne, senza riduzione della resistenza biomeccanica, e NON è necessaria una interruzione né degli allenamenti né della pratica agonistica.

Avere paura è normale: effettuare un intervento sulla miopia o astigmatismo agli occhi suscita sempre, anche nelle persone più motivate, grandi dubbi e forti timori. I miopi sono per natura ancora meno propensi a mettersi in gioco dal punto di vista fisico, perché abituati a confrontarsi con un ambiente geograficamente più ristretto. Molti studi hanno dimostrato infatti che chi vede male da lontano tende a mantenere una dimensione personale più intima, che garantisce in un certo senso maggiore sicurezza rispetto alla realtà circostante.


Bada bene però, il nostro intervento, non ha nulla a che vedere con bisturi, aghi, pinze, post-operatori difficili e lunghi 😉

La chirurgia refrattiva rimodella la superficie della cornea, modificandone il raggio di curvatura, al fine di aumentare o diminuire il potere refrattivo. Questo tipo di trattamento prevede l’uso di un laser ad eccimeri (excite dimer), che emette un fascio di luce coerente nello spettro dell’ultravioletto per vaporizzare qualche decina di micron (millesimi di millimetro) di tessuto corneale. Nessun altro tipo di intervento finora garantisce lo stesso livello di precisione e ripetibilità. Esistono sì altre tecniche chirurgiche, ma sono consigliate solo in pochi casi particolari, quando lo specialista, in determinate circostanze, ritiene impossibile l’intervento laser.  In quei casi, si possono inserire delle lenti morbide pieghevoli all’interno dell’occhio, al fine di correggere anche i difetti di vista più elevati con grande precisione e altrettanta soddisfazione. Ma solo un’accurata visita, associata a esami specialistici prescritti dall’oculista, potrà determinare la scelta personalizzata del tipo di intervento.

È l’acronimo di Re fractive L enticule E xtraction. La ReLEx SMILE è una tecnica sviluppata da ZEISS, che utilizza il laser a femtosecondi VISUMAX 500 di Carl Zeiss Meditec. VISUMAX 500 è un nuovo tipo di femtolaser, che si proietta una generazione avanti rispetto ai suoi concorrenti, rendendoli tutti un po’ obsoleti, coperto da numerosi brevetti che rendono tutto il trattamento tanto innovativo quanto esclusivo. Sì, ma noi, per il livello di sicurezza e affidabilità unico che è in grado di offrire ai nostri pazienti, lo abbiamo scelto sin dal 2011. Ci permette appunto di eseguire una correzione della miopia tutta con il femtolaser ( all in one ) ed essere quindi fedeli alla nostra missione: correggere i permanentemente i difetti della vista utilizzando un approccio soft di ultima generazione, di estremo comfort lato paziente. Grazie al trattamento femtolasik la maggior parte dei pazienti ottiene un recupero visivo completo, anche in condizioni difficili come nel caso della guida notturna.

​La Femto-lasik che ti permette di evitare qualsiasi tipo di taglio. Il Lasik a Femtosecondiè un nuovo laser per la chirurgia oculare a luce infrarossa, in grado di emettere impulsi di 1 micron di diametro, alla frequenza di un femtosecondoche è pari a un milionesimo di miliardesimo di secondo. Pensa per un attimo alla formula Potenza = Energia/Tempo. Che ne dici? È facile rendersi conto che, grazie ad una durata dell’impulso così breve, di pochi femtosecondiappunto, è possibile utilizzare sulla cornea bassissimi livelli di energia.Tutto l’intervento avviene sotto la guida di un microscopio operatorio, che insieme al laser a femtosecondi è controllato da un computer. L’azione del microscopio operatorio permette di agire esclusivamente sul piano corneale che è stato messo a fuoco, lasciando intatto il tessuto attraversato.La lamella o flap corneale, a differenza di quanto accade con la precedente tecnica Lasik, non viene tagliata ma viene separata con delicatezza dal piano sottostante.Una volta raggiunto il livello di profondità ottimale, infatti il raggio laser genera una serie di migliaia di microbolle di gas, una vicina all’altra, che, dilatandosi, separano dolcemente i tessuti, senza produrre calore, sulla base di una qualunque geometria di taglio preventivamente programmata. Sollevato il lembo corneale creato dal laser a femtosecondi si procede al trattamento con il laser ad eccimeri. Pochi minuti ed è fatta, o per essere più precisi, la durata massima del laser è di 22 secondi per occhio.  In questo modo, è possibile fare a meno del microcheratomo (presente invece nella precedente tecnica Lasik) che è capace di lavorare solo su un piano orizzontale. In effetti, la cornea è curva per definizione! E poi, il microcheratomo sfrutta un complesso sistema di ingranaggi: è facile intuire che è una procedura meccanica che può andare incontro a molti inconvenienti, come accade anche nell’alta orologeria, fino addirittura ad incepparsi. Il femtolaser non è costretto a una traiettoria predefinita, può lavorare anche in maniera ottimale seguendo la curvatura della cornea e eseguire qualunque geometria di taglio, per realizzare un trattamento altamente personalizzato.

 

La PRK ( P hoto R efractive K eratectomy) che permettere al laser ad eccimeri di arrivare sul tessuto sottostante (stroma) attreverso l’asportazione, con una spatola smussa, del tessuto corneale superficiale (epitelio). L’epitelio ricresce e chiude l’abrasione corneale in 3-4 giorni, durante i quali le terminazioni nervose restano scoperte. Per mitigare il dolore si applica una lente a contatto protettiva ma essendo spesso presente anche fotofobia elevata, bruciore, sensazione di corpo estraneo e lacrimazione, nei giorni successivi all’intervento si consiglia il riposo a casa e l’assunzione di farmaci antidolorifici.

È la preoccupazione che coglie tutti i miopi, astigmatici, ipermetropi e presbiti decisi a cambiare la loro vita per vederci meglio, che vorrebbero ricorrere al trattamento laser ma hanno paura di capitare in mani sbagliate. Prima di tutto devi sapere che in Italia vengono eseguiti ogni anno almeno 150.000 interventi.Riconosci un buon specialista dalle premesse: dovrebbe innanzitutto, a tutela del paziente, dire la verità, che non tutti possono essere operati e che non sempre si riesce ad eliminare del tutto il difetto della vista. Contano poi l’esperienza, l’aggiornamento continuo, anche grazie alla partecipazione a congressi sull’argomento, e il numero di interventi effettuati. Vanno considerati il team e la struttura.  Esistono professionisti seri e strutture laser con attrezzature di prim’ordine, ma non mancano, anche in questo settore, individui con pochi scrupoli che opererebbero tutti e comunque, pur di massimizzare i guadagni, magari in strutture con strumentazioni datate.

FAQ Cataratta

Leggi le domande frequenti (FAQ) sulla Cataratta e l’intervento di Femto-cataratta

  • Vedete doppio? ​ 
  • Di notte avete problemi a guidare?
  • Vedete meno e vi sentite più insicuri? 
  • Vedete degli aloni intorno alle luci?​ 
  • Vedete annebbiato o come attraverso un velo d’acqua? 
  • Vedete i colori meno brillanti, più opachi, come se fosse una giornata nuvolosa?​ 
  • Ultimamente dovete cambiare spesso le lenti degli occhiali?
  • Ultimamente è migliorata la vista da vicino? 

Il test che vi abbiamo presentato potrebbe farvi venire dei sospetti, ma solo il vostro chirurgo oculista potrà farvi una diagnosi accurata

  • Dopo i 50 anni tutti sono più soggetti perché, come per tutte le strutture connettivali del nostro corpo (articolazioni, vasi sanguigni), anche il cristallino va incontro ad un processo di senescenza, che ne causa la perdita di trasparenza.
 
  • La cataratta interessa prevalentemente la terza età, ma non è esclusiva di questo periodo della vita. 
  • Può insorgere anche nei pazienti diabetici, in persone che hanno fatto uso prolungato di farmaci (come il cortisone, il cordarone, i chemioterapici).
  • È una malattia che può manifestarsi in seguito a ferite o a traumi oculari gravi, in persone affette da altre malattie oculari come le uveiti ed in seguito ad una eccessiva esposizione ai raggi solari. 
  • Purtroppo può essere congenita,  presente dalla nascita.

Quando non si riesce più a condurre la propria vita in modo del tutto naturale e quando ci si sente limitati a svolgere le normali attività quotidiane. La decisione va comunque  presa di comune accordo tra paziente ed oculista.

Con una tecnica mini-invasiva! Significa che l’intervento:

è una femtocataratta laser assistita

è una microchirurgia, cioè una chirurgia eseguita con microscopio operatorio

è microincisionale: viene effettuata tramite 2 piccoli fori che non necessitano di punti di sutura 

​usa un cristallino artificiale pieghevole necessita di appena pochi minutiviene effettuato in regime ambulatoriale: un’ora dopo l’intervento si può far ritorno a casa.

La cataratta è la progressiva opacizzazione della piccola lente che abbiamo all’interno dell’occhio, chiamata cristallino.

Di solito dura da meno di 10 minuti a 20 nei casi più complessi. 

È un intervento svolto in regime ambulatoriale. Dopo qualche ora si può far ritorno a casa.

Si somministrano solo alcune gocce di collirio anestetico (anestesia topica) e l’intervento è totalmente indolore.

L’ultima eccellenza tecnologica della chirurgia della cataratta è la femtocataratta, l’intervento senza bisturi, forbici e aghi   (bladeless o free blade surgery). Il femtolaser o laser a femtosecondi, infatti, permette un recupero visivo molto rapido, utilizzando un solo fascio di luce per eliminare la cataratta e, contemporaneamente, correggere anche gli altri difetti della vista. Purtroppo, i costi delle piattaforme, le curve di apprendimento e l’altissima specializzazione che i chirurghi devono avere, per ora ne limitano gli usi, soprattutto in ambiente pubblico. Si spera che nel giro di qualche anno, questo tipo di chirurgia d’élite possa diventare accessibile anche presso i migliori ospedali del Servizio Sanitario Nazionale.

Alla fine dell’intervento l’occhio normalmente non viene bendato ma è necessario portare degli occhiali da sole per qualche giorno, affinché l’occhio convalescente si riabitui all’intensità della luce.

I nuovi cristallini artificiali ci permettono di correggere con buona attendibilità l’80% dei difetti visivi preesistenti nel paziente. L’ultima generazione di lenti intraoculari TORICHE, MULTIFOCALI e MULTIFOCALI-TORICHE possono eliminare gli astigmatismi e permettere di superare anche la presbiopia.

L’occhio operato riesce a vedere bene senza l’uso di occhiali correttivi nell’80% dei casi, nel caso sia stato possibile impiantare una delle lenti PREMIUM di cui si è approfondito nel punto precedente. Questo dipende dalle caratteristiche oculari di ogni paziente.

Nella tecnica microchirurgica a piccolo taglio (MICS) acronimo di Micro Incisional Cataract Surgery, le due incisioni necessarie sono di diametro talmente piccolo da non richiedere, normalmente, nessuna sutura.

L’intervento non lascia nessun segno visibile.

Di solito l’intervento di cataratta riduce la pressione intraoculare indotta dal glaucoma ed è possibile, con una certa frequenza, ridurre i colliri antiglaucomatosi o, addirittura, sospenderli dopo la chirurgia della cataratta. Esistono comunque varie tecniche che permettono il contemporaneo trattamento chirurgico sia della cataratta, sia del glaucoma nei casi più gravi.

La cataratta incide di più sulle donne, ma va considerato il fatto che la loro vita media è significativamente più alta.

Sono presenti in buon numero anche cataratte congenite, traumatiche, da farmaci, in conseguenza di malattie generali, giovanili, oltre a quelle senili.

Il rischio zero in chirurgia non esiste, ma le nuove tecniche fanno di questo intervento uno dei più sicuri.  In Italia vengono effettuati circa 600.000 interventi di cataratta all’anno, negli USA 3.000.000. È l’intervento d’elezione più eseguito al mondo.

Oggi è proprio il contrario, le nuove tecniche microincisionali consigliano che l’intervento venga eseguito prima che il cristallino diventi troppo duro da non poter più essere aggredito con facilità dal laser a femtosecondi o dalle scariche di ultrasuoni necessari per romperlo. Operare in tempo significa ridurre i tempi operatori, di conseguenza anche i rischi, e migliora i risultati post operatori.

La tecnica è molto sofisticata e richiede un chirurgo aggiornato ed esperto, attrezzature ed organizzazione adeguate per ridurre i rischi di complicazioni ed assicurare un adeguato recupero visivo. Tanto più la chirurgia si miniaturizza, maggiori sono i vantaggi per il paziente in termini di rapidità di recupero visivo, di rapidità di ritorno alle normali attività e di riduzione dei disturbi postoperatori.Per contro aumenta in modo esponenziale il coefficiente di difficoltà dell’intervento da parte del chirurgo, il quale si trova a lavorare su strutture anatomiche delicatissime con sempre minor spazio a disposizione. L’utilizzo del laser a femtosecondi ha semplificato le fasi critiche dell’intervento, riducendo le complicanze.

Vi sono pochi casi inoperabili, ma è comunque sempre necessaria un’attenta valutazione da parte del chirurgo e dell’anestesista nei casi a rischio.

La cataratta non ritorna. Può presentarsi invece una opacità del sacco capsulare,che conteneva prima il cristallino naturale e successivamente sede di quello artificiale. Viene chiamata cataratta secondaria ed è causata dalla migrazione di cellule epiteliali dall’equatore del sacco stesso. Questa nuova opacità viene trattata ambulatorialmente con lo YAG laser.

Ogni patologia associata, va valutata singolarmente dallo specialista, ma in generale non esistono controindicazioni assolute all’intervento. Deve comunque essere ben compreso che il recupero visivo potrebbe essere modesto, in conseguenza della gravità delle patologie associate.